Per ogni fotografia disponiamo di tre sedie.
Noi che guardiamo, colui che
in un altro tempo ha guardato,
quel che è stato guardato:
contiamo almeno tre vite in ogni click.
La fotografia è muta, indecidibile, ovvero
indicibile. Da sotto il panno scuro lo sguardo
fruga e ritaglia nel luogo e nella smorfia
le impressioni di posture
scomodamente lunghe una vita.